Al calar della luna sul mar Mediterraneo

Costa, Al calar della luna sul mar Mediterraneo.jpg
Autore: 
Costa, Giovanni (Nino) (1826-1903)
Titolo: 
Al calar della luna sul mar Mediterraneo
Periodo: 
XIX-XX secolo
Datazione: 
non datato (1897-1900)
Classificazione: 
Dipinto
Tecnica e materiali: 
Olio su tela
Dimensioni (altezza x larghezza in centimetri): 
62 x 95
Annotazioni: 
Firma in basso a sinistra: G. Costa
Luogo di conservazione: 
Collezione privata

Provenienza:

  • Eredi Costa, Roma.
  • Principe Caracciolo, Roma.
  • Collezione privata.

Mostre:

  • Esposizioni riunite della Società Amatori e Cultori di Belle Arti e dell'Associazione Acquarellisti, In Arte Libertas, Roma, 1901, p. 14, n. 244, sala D (Tramonto del plenilunio sul mar Tirreno)
  • 15th Summer Exhibition, Londra New Gallery, 1902, n. 23 (The setting of the full moon in the Mediterranean).

Bibliografia:

  • O. Rossetti Agresti, His Life, Work and Times, Londra 1904, pp. 262-263 (The setting of the full moon in the Mediterranean).
  • E. Somaré, Storia dei pittori italiani dell’Ottocento, Milano 1928, vol. II, tav. 16 (Sospiro della sera).
  • V. Martinelli, Paesisti romani dell’Ottocento, Roma 1963, tav. 101 (Sospiro della sera, 1900)
  • N. Costa, Quel che vidi e quel che intesi, Milano 1927; ristampa 1983, riprodotto.
  • Gotha 2008. 9° Mostra Internazionale dell’Antiquariato, Torino 2008, pp. 142-143, riprodotto.

Note storico critiche:

Secondo la testimonianza della Rossetti Agresti, Costa concepì quest’opera, l’ultima portata a termine, durante la lunga convalescenza dopo la congestione cerebrale che lo colpì nel 1897. L’ambiente è identificabile con il litorale al confine fra Toscana e Lazio (forse sullo sfondo la sagoma del monte Argentario visto dalla zona di Tarquinia): Costa possedeva una casa a Marina di Pisa dal 1885 dove passava l’estate. L’artista ha rappresentato le prime luci dell’alba, quando “prima che l’oriente sia suffuso di rosa, i vapori lanosi azzurrognoli fuggono sulla superficie del mare delicatamente tinto di blu-verde”. Per quanto strumentale nell’incoraggiare molti pittori, non solo i Macchiaioli, a studiare il vero, Costa fu sempre attento al lato sentimentale della natura, alla suggestione degli umori di ora e stagione. Combattivo fino all’ultimo, proprio quando sentiva avvicinarsi la fine, scelse l’alba e non il tramonto del sole, per trasmettere un recondito messaggio di speranza per il futuro, specie nella figura femminile che posa con in braccio un bambino.

(fonte: Il pittore e il patriota: Nino Costa, catalogo curato da Paul Nicholls)